[ 03/09/2004 ]
SARĄ BANCA FINNAT A GESTIRE IL FONDO CREATO DAL TESORO
II maxifondo immobiliare del Tesoro comincia a prendere forma. Ieri il ministero dell'Economia ha annunciato che il gestore dell'organismo sarà Investire Immobiliare Sgr del gruppo Banca Finnat Euramerica, come anticipato dal Giornale. L'operazione ha dimensioni notevoli. Il valore di mercato degli immobili pubblici che saranno conferiti è compreso tra 3,5 e 4 miliardi di euro a fronte dei 5,5 miliardi dell'intero patrimonio dei fondi immobiliari italiani al 30 giugno scorso. Anche per questo motivo è stato stabilito che Banca Finnat suddivida il pacchetto in gestione in tre portafogli omogenei, due dei quali saranno affidati a Bnl Fondi Immobiliari e a Pirelli Re, i due maggiori attori del mercato italiano che pure avevano partecipato alla gara. Una spinta in questa direzione è giunta dal sottosegretario all’Economia, Maria Teresa Armosino, che in un primo tempo aveva proposto anche di costituire più fondi per la gestione degli immobili che poi lo Stato affitterà. Questo progetto non è stato realizzato perché avrebbe comportato una modifica del decreto ministeriale di costituzione del fondo allungando ulteriormente le procedure. Il mandato «premia Investire Immobiliare Sgr per gli sforzi e l’impegno profuso negli ultimi anni», ha commentato l’amministratore delegato di Banca Finnat, Arturo Nattino. La società di gestione del risparmio, infatti, è settima nella classifica italiana di Assogestioni, e a fine giugno registrava un patrimonio di 422 milioni. I prossimi passi saranno i più complicati. Da un lato bisognerà scegliere il valutatore indipendente e costituire i tre portafogli. Dall'altro bisognerà redigere il regolamento del fondo e sottoporlo alle autorità competenti. «È un lavoro ancora tutto da definire - spiega al Giornale l'ad di Bnl Fondi Immobiliari, Michele Cibrario - perché il patrimonio da conferire deve essere ancora messo a punto». Per quanto riguarda la stesura del regolamento, Cibrario precisa che «dovrà essere redatto di comune accordo tra i tre gestori e poi Finnat dovrà sottoporlo alla Banca d'Italia». Poi partiranno le fasi successive come il collocamento delle quote. Per ora non è stata fornita nessuna indicazione né sugli immobili che costituiranno il fondo (l'elenco preparato dall'agenzia del Demanio ne prevede 400 circa) né sugli obiettivi di performance che i gestori dovranno conseguire. L'unica direttiva è ridurre il debito dello Stato.
Il Giornale - Gian Maria De Francesco