[ 01/07/2005 ]
IL TAR “PRIVATIZZA” GLI IMMOBILI SEDE DEGLI ENTI PREVIDENZIALI
Il Fondo immobili pubblici vince la battaglia con gli enti. Il Tar Lazio ha respinto ieri la richiesta di annullamento del decreto ministeriale che assegnava al fondo 69 edifici che ospitano attualmente le sedi più prestigiose di Inps, Inpdap e Inail, che dovrebbero quindi passare da proprietari a inquilini negli stessi edifici. Sono stati quattro decreti dell’Economia del 15 e 23 dicembre 2004 a individuare e trasferire al fondo 396 edifici (327 dei quali demaniali). In sostanza, gli stessi immobili verranno affittati per nove anni (rinnovabili) all’agenzia del Demanio e da questa assegnati in uso agli enti a condizioni “tali da rendere l’operazione neutrale per il conto economico” di questi ultimi. La convenienza, come aveva spiegato il sottosegretario all’Economia con delega alle dismissioni, Maria Teresa Armosino, consiste anzitutto nel fatto che il passaggio dalla gestione pubblica a quella privata avrebbe abbassato le spese di manutenzione , dal 3-5% annuo del valore degli immobili, ad un 1-1,5 per cento. Inoltre gli oneri finanziari dell’immobilizzazione sono del 4,75% (costo medio del debito pubblico): si arriva così a un onere annuo fra il 7,75% e il 9,75 per cento. L’affitto degli immobili dal Fondo, nel quale l’onere di manutenzione è assunto dal proprietario, rappresenta quindi, per l’Economia, un risparmio “certo”. Il Fondo sarà gestito dalla società Investire Immobiliare Sgr, del gruppo Banca Finnat Euramerica, che ha annunciato la sua operatività già dall’estate (si veda il “Sole-24 Ore” dell’11 giugno). E ha suscitato molto interesse sul mercato: sono almeno cento gli investitori istituzionali che stanno valutando l’acquisto delle quote per 1,3 miliardi che il Tesoro sta per collocare. Gli enti, tuttavia, si sono battuti con forza: i Civ dei tre enti coinvolti avevano mosso deputati a fare interrogazioni e (con i sindacati) avviato l’arma del ricorso amministrativo contro il decreto di trasferimento. Ma già in marzo la richiesta di sospensiva era stata respinta. L’argomentazione principale degli enti era l’antieconomicità dell’operazione, definita una svendita per i valori assegnati, giudicati troppo bassi. Ieri il Tar ha bocciato nel merito la richiesta. Per Franco Lotito, presidente del Civ Inps, “il danno arrecato agli enti previdenziali è molto grave. Questa vicenda sarà ricordata come quella di uno splendido assist alla speculazione finanziaria e immobiliare”. Sulla stessa linea le proteste degli altri enti e dei sindacati. Il sottosegretario Armosino ha ricordato di essere stata “accusata di supponenza quando avevo affermato che ci saremmo semplicemente difesi con serenità”. Una norma interpretativa inserita nel DL competitività aveva in sostanza bloccato la possibilità dei ricorsi, ma per il sottosegretario “era addirittura prudenziale. Va anche ricordato che la Corte di conti non ha messo in dubbio la legittimità dell’operazione. Che ora può concludersi positivamente, come le altre dismissioni”. Maria Teresa Armosino ha anche affermato che sugli alloggi della Difesa “c’è stata una schiarita: nell’incontro di mercoledì mi è stato garantito che il nuovo elenco è pronto e Scip3 potrà finalmente partire”. Qualche timore, comunque, all’Economia dovevano averlo, visto che proprio sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, la n. 150, è stato pubblicato il decreto del 6 giugno con il quale si garantisce agli investitori che, in caso di annullamento dei DM di trasferimento, si darebbe “luogo al trasferimento di ulteriori immobili, anche con rivalsa nei confronti degli enti titolari”.
Il Sole 24 Ore - Saverio Fossati