[ 19/03/2005 ]
ANNO BOOM PER I FONDI IMMOBILIARI
Ancora un anno record per i fondi immobiliari. In un anno il patrimonio è cresciuto di quasi il doppio, scalando la quota degli 8.017 milioni di euro. A giudicare dagli ultimi dati siamo in pieno boom. Nel 2004, secondo quanto emerge dal consueto rapporto di Assogestioni, il patrimonio dei fondi immobiliari italiani ha registralo una crescita di oltre l'80%, raggiungendo quota 8.017 miliardi dai 4.414 miliardi di fine 2003. Il patrimonio dei fondi riservati, destinati a investitori qualificati, si è attestato a 2,9 miliardi, mentre quello dei fondi retail, rivolti a tutti gli investitori, è pari a 5,1 miliardi. Gli italiani dimostrano di apprezzare sempre di più il risparmio gestito nel "mattone", che rappresenta una buona opportunità per diversificare il rischio del portafoglio, data la bassa correlazione tra le performance delle attività immobiliari e quelle degli altri strumenti finanziari. In un anno i sette nuovi fondi diventati operativi nel corso del 2004 hanno apportato al sistema 3,4 miliardi di denaro fresco. L'offerta complessiva sul mercato è composta da 27 fondi già operativi, mentre sono diverse le iniziative sulla rampa di lancio. Attualmente sono in fase di collocamento al pubblico indistinto il fondo Immobiliare Dinamico del gruppo Bnl e il fondo Dolomit gestito dalla Sgr di Deutsche Bank. Tra i fondi riservati a investitori qualificati hanno già ottenuto l'autorizzazione Raffaello e Donatello, due prodotti di Sorgente Sgr, mentre il fondo Mediolanum Property pur avendo chiuso le sottoscrizioni nel lontano gennaio 2003, ad oggi non ha realizzato nessun investimento. A dare slancio al settore hanno contribuito soprattutto i fondi ad apporto, sia privati sia pubblici. L’ultimo in ordine di tempo il Fondo Immobili Pubblici (Fip), istituito da Investire Immobiliare, che con i suoi 1,3 miliardi di patrimonio e 3,3 di attività in portafoglio risulta essere il più grande fondo immobiliare italiano. Tali dati testimoniano inoltre l'elevato grado di utilizzo dell'indebitamento corrente da parte della Sgr del gruppo Banca Finnat, che ha dato in gestione i due terzi del patrimonio a Bnl e Pirelli Re. L'ingresso di nuovi fondi e l'utilizzo della leva finanziaria ha permesso all'intero comparto di raddoppiare in un anno il totale delle attività, che a fine 2004 ammonta a 12,2 miliardi. Analizzando la composizione, gli immobili e i diritti reali immobiliari hanno un peso rilevante pari all'85,5%, mentre i valori mobiliari insieme alla liquidità rappresentano il 10% del totale. Seguono le partecipazioni con l'1,6% e le altre attività con il 2,9%. L'ammontare di acquisti e conferimenti di immobili e partecipazioni immobiliari nel corso del 2004 ha sfiorato i 6,7 miliardi, di cui 6,4 miliardi generati dai nuovi fondi. Entrando nel dettaglio del portafoglio acquisito si evidenzia la quasi totale assenza del comparto residenziale. Infatti gli immobili di questo tipo rappresentano il 2,1% del patrimonio. La gran massa degli impieghi rientra nella categoria degli uffici, ove i fondi hanno collocato il 74,4%. Un altro settore importante è quello di negozi e centri commerciali (11,7%), mentre sono marginali i settori industriale (4,1%), turistico-ricreativo (2,3%), logistica (2%) e residenze sanitario-assistenziali (1,1%). Interessante anche la localizzazione degli investimenti. Balza subito all'occhio la quasi totale assenza di investimenti all'estero (2%). La maggior parte degli immobili è nel Nord-Ovest (40,2%) e nel Centro (37,3%). Da segnalare la crescita di interesse per Sud e isole la cui quota è passata dal 2,6% di fine 2003 al 10.3% del dicembre scorso. Chiude il Nord-Est con il 10,2%.
Il Sole 24 Ore - Gianfranco Ursino